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sabato 16 novembre 2019

Poste italiane: in provincia di Reggio Calabria i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio sono tra i più scelti dai risparmiatori

Risultato immagini per buoni

I Buoni Fruttiferi Postali e i Libretti Postali restano tra le forme di risparmio più amate dagli italiani, e la provincia di Reggio Calabria ne offre conferma con quasi 1mln e 400ml sottoscrizioni. In occasione della 95a giornata mondiale del Risparmio dello scorso 31 ottobre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto ricordare che “un futuro sostenibile si basa su una avveduta gestione e tutela del risparmio, sancita nella nostra Costituzione”. Per tale ricorrenza è stata presentata anche l’indagine annuale Acri/Ipsos sul risparmio, dalla quale emerge come ci sia un ritorno alla “normalità” economica da parte delle famiglie italiane, grazie ad una ripresa della capacità di risparmio e alla maggiore rilassatezza nei consumi; in un anno la percentuale di famiglie che riesce a risparmiare senza troppe rinunce è balzata al 55%, con un incremento di 7 punti percentuali rispetto al 2018. In questo quadro complessivo, i Libretti Postali, emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato, si attestano oggi Reggio Calabria ad oltre 500ml, gettonatissimi perché offrono un rendimento certo e la comodità di poter essere sottoscritti e incassati senza alcuna spesa in qualunque Ufficio Postale d’Italia. Aumentano anche i Buoni Fruttiferi, che raggiungono quota 886ml. Emessi per la prima volta nel marzo del 1925 nei tagli da 100, 500, 1.000 e 5.000 lire, anche questi strumenti sono diventati subito la migliore soluzione di risparmio in sicurezza. Sull’intero territorio regionale, inoltre, i risparmi delle famiglie hanno raggiunto numeri ragguardevoli con 2mln e 927ml di Buoni Fruttiferi Postali e 1mln e 850ml di Libretti Postali emessi negli uffici postali della Calabria.

Poste Italiane si conferma quindi come il porto sicuro del risparmio degli italiani, grazie alla possibilità di investire piccole e grandi somme con la garanzia di una buona redditività. L’azienda guidata dall’Ad Matteo Del Fante ha di recente raggiunto il significativo traguardo, secondo la classifica internazionale “The Most Influential Brands 2019”, di essere la società quotata italiana più influente in positivo nelle scelte quotidiane dei cittadini, e quest’anno ha anche conquistato il 23° posto assoluto nella Global Top 100, migliorando di dieci posizioni rispetto al 2018. I risultati di bilancio del terzo trimestre 2019 presentati lo scorso 6 novembre confermano il ruolo di Poste Italiane nella gestione del risparmio, con i ricavi in crescita dell’1,7% rispetto allo scorso anno. “Stiamo diventando un’azienda dinamica con una forte componente nativa digitale, che supporta attivamente la vita dei nostri 35 milioni di clienti;” – ha dichiarato l’Amministratore Delegato Matteo Del Fante – “la chiave del successo del Gruppo è la nostra presenza capillare sul territorio nazionale, attraverso la nostra rete: nessun’altra azienda ha un forte legame con le comunità locali come Poste”. I Libretti di risparmio postale sono disponibili in diverse versioni, comprese quelle dedicate ai minori e quella denominata “Smart”, che consente di accantonare in tutto o in parte le somme depositate beneficiando di una remunerazione maggiore rispetto al tasso base e con la possibilità di gestire le operazioni online o attraverso una App gratuita per smartphone e tablet. I Buoni Fruttiferi Postali consentono di investire anche piccole somme, non hanno spese di emissione, gestione o incasso, sono esenti da imposta di successione e sono soggetti ad una tassazione del 12,50%. Maggiori informazioni sui prodotti del risparmio postale sono disponibili sul sito di Poste Italiane.

Poste italiane assume personale, tre nuovi posti di lavoro anche nel Riminese

 
Poste italiane assume personale, tre nuovi posti di lavoro anche nel Riminese
Poste Italiane ha da tempo intrapreso un percorso per integrare la sostenibilità nella propria strategia aziendale, affiancando agli obiettivi operativi e finanziari una chiara visione sulle tematiche ambientali, sociali e di governance. In particolare negli 11 piccoli comuni della provincia di Rimini, nei primi 10 mesi del 2019, sono state abbattute le barriere architettoniche negli uffici postali di Pennabilli, Montefiore Conca e Ponte Messa, donato un immobile al Comune di Sant’Agata Feltria, sostituite 12 cassette d’impostazione, 6 uffici postali sono stati dotati di un nuovo kit di videosorveglianza e in 13 uffici è stato attivato il WiFi gratuito, per un totale di 34 interventi.
Sono numeri che confermano la volontà aziendale di promuovere specifiche iniziative a supporto dello sviluppo del territorio, in coerenza con quanto ribadito dall’Amministratore Delegato, Matteo Del Fante, in occasione dell’incontro con i “Sindaci dei piccoli comuni d’Italia” dello scorso 28 ottobre a Roma. Quanto alle nuove politiche occupazionali, recentemente Poste Italiane ha previsto un rafforzamento dell’organico attraverso l’assunzione di 57 nuove risorse da distribuire negli uffici postali della regione Emilia-Romagna, di cui 3 in provincia di Rimini. Nell’ambito del servizio di recapito, invece, nel Riminese l’Azienda ha pianificato entro la fine del 2019, la stabilizzazione di 9 risorse (250 in tutta la regione) che contribuiranno alla distribuzione della corrispondenza per i cittadini. A questo si aggiunge il cosiddetto “Volontariato d’Impresa”, un progetto che conta più di 1.000 dipendenti a livello nazionale (33 in Emilia-Romagna) e che punta a lanciare nuovi progetti di volontariato, potenziare e contribuire a sviluppare la community dei volontari e promuovere iniziative locali a valenza sociale. La diffusione di una cultura del rispetto per l’ambiente rappresenta un altro caposaldo della politica aziendale e si concretizza nell’utilizzo razionale delle risorse, nella corretta gestione dei rifiuti, nella digitalizzazione dei servizi offerti ai cittadini e soprattutto in un parco mezzi composto da veicoli che riducono le emissioni inquinanti in atmosfera. L’attuazione concreta di questi principi attribuisce a Poste Italiane la leadership nel panorama nazionale e costituisce un modello cui ispirarsi per contribuire alla crescita e al benessere del Paese.
 

Poste Italiane, giornata di disagi online: difficile accedere ai servizi BancoPosta e Postepay

Poste Italiane, giornata di disagi online: difficile accedere ai servizi BancoPosta e Postepay
MILANO - Accesso impossibile al proprio conto dal web e attraverso la app. È quanto hanno lamentato in mattinata diversi utenti di Poste Italiane, che non hanno potuto così né consultare il proprio saldo né effettuare pagamenti online attraverso i servizi BancoPosta e Postepay tramite l'applicazione.

Un blocco rilevato anche dal sito downdetector, che ha evidenziato un picco di oltre 560 segnalazioni poco dopo le 11. Un disagio, lamentano alcuni utenti, che ha complicato anche l'utilizzo dello Spid per i servizi online per quanti si appoggiano sulla piattaforma di Poste Italiane. Nessun problema segnalato invece per i prelievi agli sportelli Atm.
La società ha confermato a Repubblica.it che i problemi sono stati superati all'ora di pranzo e che - anche durante il malfunzionamento riscontrato all'accesso tramite applicazione - "la fruizione dei servizi è rimasta possibile attraverso l'autenticazione via sms" e che, grazie a questa modalità segnalata sul sito delle stesse poste, "l'operatività ha continuato ad esser garantita".

venerdì 1 novembre 2019

Vobbia (Genova), arrestata impiegata delle Poste

A Pomeriggio Cinque, una dei 19 truffati a Noceto di Vobbia, in provincia di Genova.
 
"Un giorno sono andata alle Poste e l'ufficio era chiuso. Sul conto mi erano rimasti 12 euro, mi ha preso i risparmi di una vita, circa 60mila euro". In collegamento con Pomeriggio Cinque dalla frazione Noceto di Vobbia, in provincia di Genova, la 71enne Carmela racconta la sua disavventura con l'impiegata dell'ufficio delle Poste Italiane.

La donna, unica dipendente e responsabile dell'ufficio locale, secondo i carabinieri avrebbe truffato 19 persone facendo sparire oltre 440mila euro. Negli anni si era guadagnata la fiducia di tutti, e la notizia ha sconvolto il paese: ora la donna, 59 anni, è stata arrestata, ma i correntisti aspettano ancora il rimborso.
 

Pensioni nei giorni di festa grazie a Poste italiane

Pensione
 
Poste Italiane informa che le pensioni del mese di novembre saranno messe regolarmente in pagamento anche durante il ponte di Ognissanti, a partire da sabato 2. Tutti i titolari di un Conto BancoPosta e di un Libretto di Risparmio e in possesso della carta Postamat oppure della Carta Libretto, hanno comunque la possibilità di prelevare il contante in disponibilità sul proprio Conto Bancoposta o sul proprio Libretto di risparmio anche venerdì 1 e domenica 3 novembre utilizzando uno dei 28 atm disponibili in tutta la provincia, fino a 600 euro  al giorno.
L’azienda ricorda inoltre che gli oltre 18.000 pensionati che hanno accreditato il rateo sul libretto di risparmio oppure sul conto corrente BancoPosta che potranno usufruire di una polizza assicurativa
gratuita che consente un risarcimento sui furti di contante subiti nelle due ore successive al prelievo effettuato sia dagli sportelli postali sia dagli Atm Postamat o bancari.

domenica 8 settembre 2019

Maltempo di giugno, Poste Italiane sospende le rate dei mutui


MILANO – “Con l’ordinanza del capo dipartimento della Protezione Civile è stata adottata una misura di sospensione del pagamento delle rate dei mutui per i residenti della provincia di Lecco, colpita dagli eventi metereologici degli scorsi 11 e 12 giugno“.



Ad annunciarlo è Poste Italiane, in attuazione alle disposizioni contenute nell’ordinanza: “I soggetti residenti o aventi sede legale/operativa nei comuni individuati che siano titolari di mutui relativi agli edifici distrutti o resi inagibili, anche parzialmente, ovvero relativi alla gestione di attività di natura commerciale ed economica svolte nei medesimi edifici, hanno diritto di richiedere, fino alla ricostruzione, all’agibilità o all’abilità dei predetti immobili e comunque non oltre la data di cessazione dello stato di emergenza, la sospensione delle rate dei mutui”.
Sarà possibile richiedere la sospensione dell’intera rata oppure della sola quota capitale. Per ulteriori informazioni sulla sospensione è possibile consultare  il sito internet di Poste Italiane (www.poste.it).

Atti giudiziari e multe, Poste Italiane: "Nessun rincaro". Ma solo per ora

Atti giudiziari e multe, Poste Italiane: Nessun rincaro. Ma solo per ora
 
Poste Italiane va al contrattacco e replica ad Antitrust. Pochi giorni fa infatti il presidente dell’Autorità Paolo Rustichelli aveva spiegato, in una segnalazione ai presidenti delle due Camere ed esponenti del Governo, che l’azienda aveva rincarato del 40% le tariffe per le notifiche degli atti giudiziari e delle multe stradali. Una notizia che avevamo pubblicato anche su Repubblica Economianello scorso giugno.

Nell’articolo si spiegava che per le buste meno pesanti di 20 grammi il rincaro sarebbe stato di 2,70 euro per un totale di 9,50 euro rispetto ai 6,80 di prima. Questo, per colpa delle cosiddette “comunicazioni connesse”, cioè la Can e la Cad, che sono rispettivamente: •La comunicazione di avvenuta notifica, cioè una seconda raccomandata con la quale l’operatore postale fa sapere al destinatario di aver consegnato la lettera a una persona diversa, perché in quel momento era l’unica disponibile;
•La raccomandata che serve a far sapere che l’atto non è stato consegnato, perché nessuno aveva aperto la porta al postino.

Poste Italiane spiega in una nota che per la stragrande maggioranza dei consumatori italiani non cambia nulla. Tutti coloro che non hanno uno specifico contratto con Poste Italiane per spedire la corrispondenza (e, quindi, spediscono dall’ufficio postale) non subiranno alcun rincaro. Che interesserà solo pubbliche amministrazioni e studi legali, che dovendo spedire una grande quantità di comunicazioni ogni giorno non possono farlo attraverso gli uffici postali su strada.

Niente “gabella” per i consumatori, quindi, almeno per ora. La stessa azienda infatti spiega che, in futuro, i 2,70 euro in più potrebbero gravare anche sui normali clienti, i piccoli insomma “in attesa che Agcom - che ha indetto una consultazione pubblica tutt’ora in corso - si si pronunci sull’estensione della nuova modalità di addebito” spiega Poste Italiane. Non è possibile fare previsioni sull’esito della consultazione, ma il rincaro è una possibilità che non può essere scartata a priori.

“E’ un forfait, non un rincaro”. In una nota esplicativa mandata a Repubblica, Poste Italiane specifica però che, in ogni caso, i 2,70 euro non sono tecnicamente un “rincaro”. Ecco perché.

Fino al giugno scorso, oltre alla tariffa dell’atto giudiziario, tutti (grandi e piccoli clienti) pagavano 5,40 e 6,50 rispettivamente per la Can e la Cad. Da questa estate, invece, questi costi sono stati aboliti e sostituiti da una tariffa più bassa e forfettaria da, appunto, 2,70 euro. Per forfettaria, spiega Poste Italiane, si intende che deve essere versata comunque, a prescindere dal fatto che il cliente sia interessato all’emissione di queste due raccomandate aggiuntive.

“Tale somma - spiega l’azienda - è stata definita da Poste Italiane sulla base del dato medio statistico di emissione di Can e Cad nell’ultimo anno sul complesso della clientela. Ciò fa sì che complessivamente gli importi corrisposti dai clienti siano sostanzialmente identici a quelli che avrebbero corrisposto con il precedente sistema di addebito”.

Perché questo cambiamento? Poste Italiane spiega che, fino a giugno, gli importi delle comunicazioni connesse venivano pagati direttamente al postino. La legge di bilancio 2018 ha previsto, però, che l’avviso di ricevimento debba essere restituito non fisicamente ma via Pec. Niente più pagamento “brevi manu” al postino, quindi. “Da qui l’esigenza di cambiare le modalità di addebito (passando da un sistema puntuale e successivo, ad uno forfettario e “preventivo”) scrive la società.

Resta il fatto che, se Agcom dovesse dare l’ok alle nuove tariffe anche per i piccoli clienti, quei 2,70 euro verrebbero percepiti come un rincaro più che un forfait, dal momento che la maggior parte dei cittadini sanno a malapena cosa siano Can e Cad proprio perché non le richiedono mai.

mercoledì 14 agosto 2019

Buoni fruttiferi postali 3 x 2, tasso d’interesse da sogno di questi tempi

Buoni fruttiferi postali 3 x 2, vediamo le principali caratteristiche con attenzione particolare al tasso d'interesse garantito, che di questi tempi risulta fin troppo appetibile.
 
Torniamo a parlare di Buoni fruttiferi postali, stavolta per analizzare le caratteristiche salienti della versione “3 x 2”. Come sapete, questi strumenti di impiego dei risparmi sono abbastanza semplici e alla portata di tutte le famiglie italiane. Formalmente, risultano emessi dalla Casa depositi e prestiti e collocati sul mercato da Poste Italiane, tramite la fitta rete di sportelli di cui dispone su tutto il territorio nazionale.
 
Nello specifico, i Buoni fruttiferi postali 3 x 2 sono un investimento di medio periodo, la cui durata massima è di 6 anni. Essi garantiscono un tasso d’interesse fisso dello 0,35% all’anno per i primi 3 anni, ma nel caso in cui si volesse disinvestire anticipatamente, verrebbe restituito il solo capitale.

Successivamente al terzo anno, il disinvestimento prevede la corresponsione non solo del capitale, bensì pure degli interessi maturati fino al terzo anno. Dal quarto al sesto anno, poi, il tasso d’interesse lievita allo 0,90%. Che cosa significa? Al termine del periodo di investimento, si avrà diritto alla restituzione del capitale e alla liquidazione degli interessi, pari allo 0,90% all’anno e moltiplicati per tutti i 6 anni. Altro aspetto da mettere in rilievo – così come abbiamo avuto occasione di notare con il Buono fruttifero ordinario – è che si applica la capitalizzazione composta degli interessi, vale a dire che questi a loro volta producono altri interessi.

Confronto con BTp e Bfp ordinario

Facciamo un esempio: investo 1.000 euro in Buoni fruttiferi postali 3 x 2 e dopo 3 anni decido di disinvestire. Mi sarà corrisposto un importo lordo pari a 1.010,54 euro e che al netto dell’imposta del 12,50% sugli interessi, sarà di 1.009,22 euro. Questo stesso importo mi sarà corrisposto fino al sesto anno, scattato il quale gli interessi maturati saliranno a 55,23 euro lordi, cioè a 48,33 euro netti. A conti fatti, il rendimento medio annuo lordo risulta inferiore a quello degli omologhi BTp, che oggi per un triennale offrono ancora più dello 0,50% e per una scadenza a 6 anni arrivano all’1,17%. E c’è un rischio, ovvero che se desidero disinvestire prima del primo o del secondo triennio, otterrò rispettivamente zero interessi e interessi annui lordi di appena lo 0,35%.

Tuttavia, rispetto ai BTp si ha qui il vantaggio che il capitale rimborsato sarà sempre integrale, mentre i titoli di stato scontano la volatilità delle quotazioni sul mercato secondario, per cui al maggiore rendimento teorico alla scadenza corrisponde anche un rischio legato al disinvestimento anticipato. Se, poi, il confronto lo ponessimo con gli interessi accreditati sui conti correnti o deposito delle banche, ancora meglio: le banche non offrono più interessi, se non marginalmente, sui risparmi; qui, si ha la possibilità di parcheggiare liquidità a rischi nulli e guadagnandoci persino qualcosa, anche se al di sotto del tasso d’inflazione, un problema che affligge un po’ tutto il mercato obbligazionario, a dire il vero.
Per concludere, investendo oggi in Buoni fruttiferi 3 x 2 a 6 anni ottengo con certezza un tasso d’interesse dello 0,90% all’anno, inferiore all’1,15-1,20% garantitomi dal BTp di pari durata, ma con la differenza che ho sempre la certezza della restituzione integrale del capitale, quale che sia la data di disinvestimento. In effetti, questo prodotto punta a vincolare la liquidità del risparmiatore, contrariamente al Buono fruttifero ordinario, che garantisce l’accredito degli interessi a ogni anno trascorso, per quanto nettamente inferiori a quelli del 3 x 2 (0,05% per i primi 5 anni).
 
 

La mobilità territoriale volontaria dei dipendenti di poste italiane: criticità e strumenti legali di tutela

 
La mobilità territoriale del personale assunto alle dipendenze del cosiddetto parastato o di pubbliche amministrazioni rappresenta un tema delicato dal momento che coinvolge interessi assai rilevanti ma, spesso, di segno opposto. Infatti, se da un lato l’azienda o la pubblica amministrazione datrici di lavoro hanno l’esigenza di strutturare la propria organizzazione nei termini ritenuti più funzionali al raggiungimento degli obiettivi, dall’altro lato i lavoratori legittimamente anelano, per le più svariate ragioni (familiari, lavorative etc.), a prestare la propria attività in una determinata sede piuttosto che in un’altra.
ASSUNZIONE – All’atto dell’assunzione, il lavoratore viene inquadrato in una determinata qualifica contrattuale (da cui discendono le mansioni ad esso attribuite e, quindi, la retribuzione) ed “incardinato”, per un tempo prefissato (nel caso di contratto a tempo determinato) o potenzialmente senza limiti di durata (nel caso di contratto a tempo indeterminato), nell’organizzazione aziendale con la contestuale assegnazione di una sede di lavoro e la fissazione dell’orario della prestazione lavorativo (a seconda dei casi, a tempo pieno o a tempo parziale).
COSA SI INTENDE PER MOBILITA’ TERRITORIALE – La sede di lavoro assegnata al momento dell’assunzione può cambiare nel tempo o per rispondere ad una volontà del datore di lavoro o, all’opposto, per rispondere ad un preciso desiderio del lavoratore. Se si analizza quindi tale dinamica nell’ottica del lavoratore, nel primo caso si userà l’espressione di mobilità territoriale involontaria (cioè non voluta né richiesta dal lavoratore ma imposta da esigenze aziendali), mentre, nell’altro caso, si parlerà di mobilità territoriale volontaria (cioè a richiesta del lavoratore).
LA DISCIPLINA DELLA MOBILITA’ TERRITORIALE VOLONTARIA IN POSTE ITALIANE – E’ contenuta nel CCNL Poste Italiane del 30 novembre 2017 e nel successivo Accordo del 21 marzo 2019 sulla mobilità cosiddetta nazionale nonchè, per gli ambiti regionale e provinciale, in una miriade di accordi stipulati su base decentrata (cioè a livello locale). Sul piano generale, il trasferimento del lavoratore può essere disposto, compatibilmente con le esigenze organizzative aziendali, a domanda del lavoratore interessato. Nell’accoglimento delle domande di trasferimento, in presenza di più richieste per la stessa sede di lavoro, si dovrà tener conto, nell’ordine: – dell’anzianità di servizio; – dei carichi familiari; – delle necessità di studio del dipendente e/o dei suoi familiari (art. 38, commi 13 e 14, CCNL Poste Italiane). Tali principi generali sono tuttavia stati oggetto di ulteriore specificazione con il menzionato accordo del 21 marzo del 2019 che ha disciplinato una articolata procedura i cui step fondamentali possono essere così riassunti:
– il lavoratore che intenda trasferirsi ha l’onere di inserire entro un determinato termine (per il 2019 è stato indicato il 15 aprile) la propria richiesta sulla piattaforma telematica approntata dall’azienda indicando un’unica sede di preferenza;
– l’azienda raccoglie quindi i dati e li elabora stilando una graduatoria (tendenzialmente entro il 19 aprile) per ogni sede e per ogni profilo di inquadramento contrattuale tenendo contro dei criteri specificati nell’accordo medesimo;
– i lavoratori utilmente collocati in graduatoria potranno viva via verificare, attraverso la consultazione della predetta piattaforma telematica, i posti che l’azienda dovesse rendere disponibili su una determinata sede (provincia) e, nel caso, procedere ad effettuare la scelta dei singoli uffici postali ritenuti di maggior gradimento;
– infine, in virtù del meccanismo di scorrimento delle singole graduatorie vengono quindi determinati i trasferimenti (ad esempio se per una determinata provincia e per un determinato profilo di inquadramento sono messi a disposizione 4 posti, i trasferimenti saranno in numero uguale e i lavoratori beneficiari saranno identificati attraverso lo scorrimento della graduatoria e si terrà conta anche di eventuali rinunce sopraggiunte medio tempore).
INDIVIDUAZIONE DEI POSTI VACANTI – Il sistema sommariamente descritto si rivela tuttavia inidoneo allo scopo che teoricamente l’azienda ed i sindacati dichiarano di voler raggiungere (e, cioè, quello di disciplinare in modo trasparente la mobilità territoriale al fine di rispondere in termini effettivi a reali e stringenti esigenze dei lavoratori). Anzi, a ben guardare, si rileva uno strumento di cui l’azienda si dota al fine di meglio potersi difendere nel caso di eventuali controversie azionate da lavoratori scontenti. E ciò con la incredibile ed inopinata sostanziale collaborazione delle organizzazioni sindacali le quali, consapevolmente (come noi riteniamo) o inconsapevolmente, prestano il fianco a tale operazione. Il sistema creato si rivela dunque inidoneo allo scopo poiché contiene al proprio interno un evidente corto circuito logico. Non è prevista infatti alcuna regolamentazione dei criteri sulla base dei quali l’azienda è chiamata a definire i posti vacanti e quindi disponibili per la procedura di mobilità né, tantomeno, relativamente alle modalità ed al timing secondo cui dovrebbe renderli noti. Non è previsto, quindi, che l’azienda dichiari la propria “pianta organica” e non è previsto alcun criterio in virtù del quale definire le modalità con cui l’azienda soddisfa il proprio fabbisogno di personale. Non v’è chi non veda, infatti, come la mancata regolamentazione di tale profilo renda, di fatto, “carta straccia” l’intero accordo sindacale dal momento che l’azienda rimane libera di operare come meglio ritiene e ciò evidentemente anche in spregio agli interessi ed ai diritti dei lavoratori. Basti un esempio per comprendere ciò che si vuole sostenere. Poniamo caso che per il profilo di “specialista consulente finanziario” sulla provincia di Milano ci siano complessivamente 20 posti vacanti: un sistema chiaro, trasparente e funzionale dovrebbe quindi consentire il potenziale trasferimento di 20 lavoratori. Ed invece non è affatto così ed il perché è presto detto: basta che l’azienda non inserisca nella piattaforma telematica alcun posto disponibile (nonostante ve ne siano 20) e nessun lavoratore verrà trasferito! E’ evidente, pertanto, come la reale tutela dei lavoratori transiti necessariamente dall’elaborazione di regole stringenti circa la definizione del fabbisogno organico e, di conseguenza, dei posti disponibili al trasferimento. Se un accordo collettivo non definisce questo profilo, non è idoneo allo scopo. Anzi, peggio: si rivela un bluff, una sostanziale presa in giro dei lavoratori.
IL PRIMO PARADOSSO – Paradossalmente, il sistema elaborato dalla contrattazione collettiva, lungi dal costituire una tutela, finisce per complicare la vita al lavoratore. Persino l’assenza di un accordo collettivo rappresenterebbe, nell’ottica del lavoratore, una situazione più agevole. Ed infatti la Giurisprudenza è ormai chiara nell’affermare che: «la richiesta del lavoratore di essere trasferito in un’altra sede di lavoro deve essere valutata dal datore di lavoro nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede di cui agli art. 1175 e 1375 c.c. tenendo conto che la buonafede nell’esecuzione del contratto si sostanzia in un generale obbligo di solidarietà che impone a ciascuna delle parti di agire in modo da preservare gli interessi dell’altra a prescindere tanto da specifici obblighi contrattuali, quanto dal dovere extracontrattuale del “neminem laedere”, trovando tale impegno solidaristico il suo limite unicamente nell’interesse proprio del soggetto, tenuto pertanto al compimento di tutti gli atti giuridici e/o materiali che si rendano necessari alla salvaguardia dell’interesse della controparte sino a che essi non comportino un apprezzabile sacrificio a suo carico; ne consegue che deve ritenersi illegittimo il diniego opposto dal datore di lavoro, in violazione di tali obblighi, alla domanda di trasferimento del lavoratore (nella fattispecie è stato ritenuto contrario al dovere di correttezza e buona fede e, quindi, illegittimo il rifiuto opposto dal datore di lavoro alla domanda di trasferimento del lavoratore – motivata da esigenze di carattere familiare meritevoli di tutela – da Milano a Catania, sul rilievo che il datore di lavoro, avendo proceduto in concomitanza della domanda di trasferimento a nuove assunzioni nella sede di destinazione per le stesse mansioni e qualifiche del lavoratore interessato, avrebbe potuto procedere al trasferimento richiesto senza alcun apprezzabile sacrificio)».
IL SECONDO PARADOSSO – Altro paradosso è rappresentato dalle continue e numerosi assunzioni per ogni profilo previsto dalla pianta organica aziendale. Se dare lavoro ad un soggetto disoccupato è sicuramente un fatto importante e positivo, non si comprende però perchè ciò debba avvenire a discapito della mobilità territoriale dei lavoratori già in servizio. Un sistema coerente, infatti, dovrebbe prevedere che i posti liberi vengano in prima battuta resi disponibili per la mobilità e solo dopo, una volta effettuati tutti gli “spostamenti” del personale già in servizio, si proceda ad assumere nuovo personale sulle sedi rimaste libere. Ad ogni buon conto, la circostanza che l’azienda proceda con nuove assunzioni può rappresentare un elemento di prova (indiretta) circa la sussistenza di posti liberi su cui il personale già in servizio avrebbe potuto essere trasferito e, dunque, un elemento da far valere in eventuale contenzioso.
IL TERZO PARADOSSO – Roma. Su questa sede, pare che il trasferimento sia un tabù…chissà per quali inconfessabili ragioni (sarà l’ “influenza” dei Palazzi della politica?). Sebbene la provincia conti un numero di uffici postali senza eguali, pochissimi posti sono stati dichiarati disponibili per le mansioni di portalettere e sportellista mentre addirittura nessun posto per quello di specialista consulente finanziario (livello b). Perchè? Ai Sindacati sta bene così?
L’ACCORDO “PONTE” DEL 13 GIUGNO 2018 – La natura “farsesca” del contenuto degli accordi collettivi che disciplinano il tema di nostro interesse è appalesata, in maniera paradigmatica, dall’Accordo sindacale del 13 giugno 2018 con cui Poste si è obbligata allo scorrimento, nei 15 giorni successivi (e cioè entro il 28 giugno 2018), delle vigenti graduatorie per la mobilità provinciale (che erano datate 2017 e che, in molte province, non erano state ancora scorse). Ci risulta che Poste, in maniera del tutto sfacciata (probabilmente forte di una “connivenza” di fatto del Sindacato), in alcune (forse molte) province abbia deliberatamente aspettato il decorrere del termine previsto (28 giugno 2018) per poi procedere a trasferimenti senza tener conto delle graduatorie. Sarebbe mai potuto succedere in altro settore pubblico (pensiamo, ad esempio, a quello dell’Istruzione) o privato (ad esempio in quello metalmeccanico), senza che Sindacati e lavoratori inscenassero veementi (e finanche violente) proteste? Evidentemente, no. Ma in Poste italiane tutto è possibile…è “un mondo a parte”: Sindacati gabbati e contenti (o conniventi?), e lavoratori inermi che aspettano la manna dal cielo (che, puntualmente, non arriva mai).
SOLUZIONI – Al fine di rendere effettiva la tutela dei lavoratori postali che aspirano ad essere trasferiti, ci permettiamo di suggerire un duplice piano di intervento. Sul piano sindacale, il lavoratore può incanalare il proprio consenso nei confronti di sigle che vogliano effettivamente battersi per adottare regole più certe e stringenti in tema di definizione dei fabbisogni di personale ai fini della determinazione dei posti da rendere disponibili per la mobilità. Sul piano più squisitamente giuridico, con l’ausilio del proprio legale di fiducia (meglio se sganciato da logiche sindacali ed indipendente), il lavoratore dovrebbe valutare l’opportunità di attivare un contenzioso giudiziale (per esempio, ma non solo, in relazione al mancato scorrimento delle graduatorie provinciali del 2017 reso obbligatorio dall’accordo del 13 giugno 2018) dal momento che, anche nel contesto descritto, esistono comunque strumenti di tutela che possono essere fatti valere in giudizio.

domenica 11 agosto 2019

Reddito di cittadinanza, non riceve la card e si rivolge ai carabinieri


NUORO - Ammesso al beneficio, da quasi cinque mesi aspettava di ricevere la tessera per utilizzare il denaro previsto dal reddito di cittadinanza, ma nonostante le lamentale all'ufficio postale e all'Inps non aveva ottenuto nulla. È stato solo grazie ai carabinieri che la situazione si è sbloccata. Protagonista della vicenda, una disoccupata di 58 anni residente a Jerzu, in Ogliastra.
Tutto inizia ad aprile quando, dopo aver perfezionato senza problemi le pratiche amministrative per l'ammissione al reddito, la donna non riesce ad ottenere la tessera gialla delle Poste italiane. Tutti i suoi appelli agli uffici postali e all'Inps cadono nel vuoto. Accanto allo sconforto si aggiunge la beffa: il mancato ritiro del contate comporta una detrazione mensile pari al 20% dell'importo totale riconosciuto.
La donna decide quindi di rivolgersi ai carabinieri di Jerzu. I militari avviano gli accertamenti e dimostrano l'inadempienza di alcuni uffici locali delle Poste e dell'Inps: così, nel giro di poche settimane, risolvono il problema. Sono stati loro stessi nei giorni scorsi a consegnarle la tessera per riscuotere il denaro.

venerdì 2 agosto 2019

Provincia dell’Aquila, ad Agosto potenziati gli uffici postali nei piccoli comuni turistici

Poste Italiane, piccoli centri abruzzesi 'ammazzati'
 
Poste Italiane, per gestire l’aumento del flusso di clientela negli uffici postali della provincia dell’Aquila durante il periodo estivo, ha deciso di potenziare il servizio a sportello delle sedi di Cagnano Amiterno, Campo di Giove, Capitignano, Cesaproba, Montereale, Ovindoli, Pescasseroli, Rocca di Mezzo, Roccaraso e Scanno.
L’obiettivo è quello di assicurare le migliori soluzioni non solo ai residenti, ma anche ai turisti che frequentano queste località. Il potenziamento degli uffici postali dei piccoli comuni a “vocazione turistica”, che hanno cioè, in base ad una serie di parametri, un’attrattività e una potenzialità turistica, è parte del programma dei “dieci impegni” per i Comuni italiani con meno di 5.000 abitanti promosso dall’amministratore delegato, Matteo Del Fante, in occasione dell’incontro con i “Sindaci d’Italia” dello scorso 26 novembre a Roma, e ribadisce la presenza capillare di Poste Italiane sul territorio e l’attenzione che da sempre l’Azienda riserva alle comunità locali e alle aree meno densamente popolate.
L’effettiva realizzazione di tali impegni è consultabile sul nuovo portale web all’indirizzo www.posteitaliane.it/piccoli-comuni. L’iniziativa, inoltre, è coerente con i principi ESG sull’ambiente, il sociale e il governo di impresa, rispettati dalle aziende socialmente responsabili, che contribuiscono allo sviluppo sostenibile del Paese.

Trapani, la Uil denuncia: "Alle poste fermi 20 quintali di lettere e 7mila raccomandate"

Trapani, la Uil denuncia: "Alle poste fermi 20 quintali di lettere e 7mila raccomandate"
 
TRAPANI - Fermi in giacenza 20 quintali di corrispondenza e 7000 raccomandate al centro distribuzione di Poste italiane, di Trapani: lo denuncia Uil Poste. "Poste Italiane intervenga subito per eliminare il disservizio - evidenzia il segretario generale Uil Poste Trapani, Giuseppe Rallo -. Da un sopralluogo effettuato dai nostri rappresentanti sindacali - afferma - abbiamo avuto conferma delle forti criticità presenti, ormai da tempo, nel Centro Distribuzione Platamone. I cittadini di alcuni quartieri non ricevono posta da alcune settimane".

"La situazione, purtroppo - avverte il sindacalista - è destinata ad aggravarsi ulteriormente nel mese di Agosto, stante la fruizione delle ferie programmate per i portalettere e per il personale addetto alle lavorazioni interne. L'attuale situazione, certamente non e' imputabile ai lavoratori del settore, trae origine da precise responsabilità gestionali dell'azienda, che penalizzano i cittadini trapanesi in termini di qualità del servizio reso.  La Uil Poste aveva già prefigurato tale stato di crisi del settore, quando aveva rappresentato le proprie osservazioni sul nuovo modello organizzativo presentato da Poste Italiane, rifiutando la firma sul verbale di incontro. Avremmo voluto essere smentiti, ma così non è stato. Per tali ragioni - conclude Rallo - sollecitiamo l'amministrazione di Poste Italiane a prendere i dovuti provvedimenti. Contemporaneamente coinvolgeremo anche l'Amministrazione comunale di Trapani per un sinergico intervento a tutela dei cittadini trapanesi".

mercoledì 31 luglio 2019

Ricarica Reddito di Cittadinanza a luglio più bassa e in ritardo: Ecco perché

Ricarica Reddito di Cittadinanza luglio in ritardo e importo più basso: chi è a rischio di ricalcolo
 
Oggi, martedì 30 luglio, Poste Italiane dovrebbe riuscire a completare la ricarica delle card del Reddito di Cittadinanza per il mese di luglio. Rispetto al piano ordinario quindi c’è stato qualche giorno di ritardo dovuto, anche, a problemi di natura tecnica. Ma la questione non è solo questa.

Ricarica Reddito di Cittadinanza a luglio: tempistiche, ritardi e importo

Per quanto riguarda le tempistiche, fatta eccezione di coloro che hanno da poco fatto domanda per il RdC e attendono l’accredito della prima ricarica, oggi tutti gli altri titolari della card dovrebbero vedere l’importo accreditato.
 
Non esiste un calendario che preveda una data fissa per la ricarica del beneficio. Nei mesi passati è avvenuta intorno al 27 del mese quindi qualcuno si era allarmato per questi giorni di ritardo. Oggi, come anticipato, tutto dovrebbe risolvere.

Ad ogni modo ricordiamo che è possibile verificare l’importo spettante direttamente sul sito Inps.

Situazione resa ancora più frenetica da alcuni disservizi del sito. Alcuni utenti hanno segnalato che la domanda ad un certo punto, dopo essere passata da “in lavorazione” a “completata” era stata cancellata senza motivo. Il disservizio è durato solo qualche ora ma sufficiente per generare allarmismo tra gli utenti.

Veniamo ora ad una questione che preoccupa i titolari tanto quanto i tempi di ricarica, se non di più: l’importo. Era già accaduto il mese scorso: in molti si erano ritrovati un accredito inferiore alle aspettative. L’Inps ha provveduto a spiegare la motivazione della decurtazione dell’importo del RdC. In tal caso, quindi, l’importo più basso non si deve ad un errore per la situazione appena descritta, come qualcuno aveva sperato. Il ricalcolo ha riproporzionato l’importo spettante. Il ricalcolo è stato dovuto alla compensazione di trattamenti assistenziali in corso di godimento (come ad esempio il bonus terzo figlio oppure la carta acquisti). Solo ora l’Inps si è reso conto che in tali fattispecie l’ISEE non era aggiornato.

Poste Italiane concede locali in comodato d’uso gratuito al Comune di Bisacquino


Alla presenza del sindaco Tommaso Di Giorgio e di alcuni rappresentanti aziendali, Poste Italiane ha ceduto oggi in comodato d’uso gratuito all’amministrazione comunale di Bisacquino (Pa) i locali al piano seminterrato dell’immobile di via Decano di Vincenti 20.

Soddisfazione è stata espressa dal primo cittadino del comune palermitano per questo atto di grande valore per la comunità.
Con il gesto di oggi si concretizza uno dei dieci impegni che Poste Italiane ha assunto durante l’incontro Sindaci d’Italia del 26 novembre scorso a Roma rafforzando un progetto immobiliare più ampio ed articolato su tutto il territorio nazionale.

L’Azienda, in coerenza con la sua missione sociale, ha individuato alcune aree e alcuni immobili di proprietà per offrirli ad uso gratuito alle comunità locali.
Poste Italiane, grazie alla sua presenza capillare in tutti i Comuni d’Italia, intende con tale impegno confermare la grande attenzione e sensibilità alle realtà territoriali.

L’iniziativa è coerente con i principi ESG sull’ambiente, il sociale e il governo di impresa, rispettati dalle aziende socialmente responsabili, che contribuiscono allo sviluppo sostenibile del Paese.

martedì 30 luglio 2019

Poste Italiane, 100 part time passano al full time e rientrano in Sicilia dal nord 150 lavoratori

 
Buone notizie per numerosi lavoratori di Poste Italiane.
Una nota firmata da Giuseppe Lanzafame, segretario Slp Cisl Sicilia informa che tra agosto e settembre, a seguito di accordi nazionali (l’Azienda e tutte le sigle sindacali) circa 100 part time saranno trasformati in full time nella stessa provincia dell’attuale assegnazione.
Inoltre 150 lavoratori, dopo anni, si ricongiungeranno alle loro famiglie e affetti. Un mix che da’ risposte, parziali, a diritti legittimi da parte dei lavoratori. Ancora esito positivo sui trasferimenti di lavoratori (da una provincia all’altra) sempre nello stesso periodo.
“Questa una prima risposta alle tante nostre sollecitazioni nel tempo – prosegue la nota -. Ovviamente c’è tanto da fare. Tante le “emergenze”. Il numero di lavoratori in ingresso è residuale rispetto alle migliaia di lavoratori che hanno lasciato il servizio negli ultimi anni. Ci sono serie, anzi, serissime difficoltà ad aprire gli uffici postali e a recapitare il prodotto postale. Mancanza di risorse e strumenti ma anche tanta approssimazione dalla parte aziendale che sta mettendo a rischio la salute dei lavoratori e li espone all’errore, successivamente sanzionato con procedimenti disciplinari”.
 
E ancora: “Ritmi e carichi di lavoro sono insostenibili e la conferma arriva, purtroppo, da un dato che dovrebbe fare riflettere. In questa terra, la Sicilia, priva di lavoro, di mancate opportunità vi è una grande Azienda, Poste Italiane, che offre inserimento negli organici di personale, soprattutto a tempo determinato come portalettere. Bene. diversi casi di “ragazzi” giovani laureati assunti per alcuni mesi, dopo qualche giorno di lavoro, rassegnano le dimissioni dal servizio.
Il motivo? “Troppo carico di lavoro con moltissimo stress da sopportare o subire”. Occorre urgentemente rivedere i carichi esagerati, pesanti, impossibili, per i lavoratori a tempo determinato e indeterminato. Lo chiediamo da mesi!
C’è palesemente carenza! Tutti in Azienda lo sanno, ma nessuno risponde.
Aspettiamo però il rientro dalle ferie con più fiducia, per affrontare le delicate problematiche presenti in Azienda. Auspichiamo, quindi, un serio confronto con l’Azienda, augurandoci un’inversione di tendenza con il passato, soprattutto abbandonando la pratica della teoria e rispondendo alla cruda realtà del territorio”.

domenica 28 luglio 2019

PosteMobile proroga Creami Relax 100 fino al 31 agosto

PosteMobile proroga Creami Relax 100 fino al 31 agosto
 
Entrando più nei dettagli, PosteMobile Creami Relax 100 comprende ogni mese credit illimitati per le chiamate e per gli SMS e di base 80 Giga di traffico dati in 4G, ma è strutturata in maniera tale da invogliare i clienti a rimanere fedeli all’operatore, così da vedere aumentare i Giga inclusi nel proprio bundle mensile e contestualmente diminuire il costo del rinnovo da pagare ogni mese.
L’offerta è attivabile presso gli Uffici Postali e presso i Kipoint abilitati di Poste Italiane. Creami Relax100 si rivolge principalmente a tutti i nuovi clienti dell’operatore, siano essi privati o titolari di Partita IVA, ma può comunque essere attivata anche da chi è già cliente di PosteMobile, anche se in questo caso c’è da pagare un costo ulteriore per ottenere il cambio di piano (19 euro).
Quanto al meccanismo pensato per premiare la fedeltà dei clienti, il suo funzionamento è presto detto. Creami Relax 100 di Poste Mobile comprende credit illimitati per le chiamate e gli SMS verso tutti i numeri nazionali di rete mobile e rete fissa e 80 Giga mensili (che equivalgono a 81.920 credit) e prevede l’applicazione di uno sconto progressivo sul costo mensile, secondo il seguente schema:
  • 10 euro al mese per i primi 3 rinnovi;
  • 9 euro al mese dal 4° al 6° rinnovo;
  • 8 euro al mese a partire dal 7° rinnovo;
  • A partire dal 13° rinnovo si passa da 80 a 100 Giga al mese grazie all’erogazione di un bonus mensile di 20 Giga.
I clienti intenzionati ad attivare la nuova Creami Relax100 di PosteMobile non devono fare altro che attivare una nuova SIM ricaricabile (non è previsto vincolo di portabilità) nel periodo indicato. Il costo è di 15 euro. I già clienti dell’operatore, sia privati che titolari di Partita IVA, possono richiederne l’attivazione contattando il Servizio Assistenza Clienti 160 ma dovranno sostenere il costo per il cambio di piano tariffario.
Vale la pena precisare che in caso di esaurimento dei credit a disposizione per la navigazione Internet si applica la tariffa extra soglia di 50,41 cent/MB. Per maggiori informazioni sulla nuova Poste Mobile Creami Relax 100, visitate il sito ufficiale dell’operatore su http://www.postemobile.it/creami-relax-100

Pagamento Pensioni 2019/ 1-2 agosto bancomat KO: A rischio prelievo soldi

Bancomat (LaPresse)
 
Il prossimo 1 e 2 agosto potrebbero esserci diversi problemi per il pagamento pensioni del mese corrente oltre che un possibile disagio per ogni cittadino nel nostro Paese: stante uno sciopero dei portavalori in tutta Italia, saranno a forte rischio i prelievi di soldi nei bancomat di tutti gli istituti di credito con conseguente difficoltà di possibile esaurimento contanti nei primi due giorni del mese dove in Poste e Banche saranno disponibili gli accrediti per la pensione di agosto. Tutti le principali banche del Paese stanno avvisando in queste ore i propri clienti tramite annunci via mail di potersi preparare per tempo con prelievi, se necessari, i giorni prima o immediatamente successivi l’1 e il 2 agosto 2019: restano però diversi disagi per chi si trova impossibilitato nel farlo prima e chi come i pensionati potrebbero aver bisogno del contante per le varie spese correnti nei primi giorni di accredito della pensione.

PRELIEVI BANCOMAT KO: RISCHIO PAGAMENTO PENSIONI E NON SOLO

Il consiglio è ovviamente quello di utilizzare il più possibile il pagamento tramite carta bancomat o carta di credito per evitare di dover utilizzare il contante laddove proprio non vi sia un’assoluta necessità impellente: lo sciopero nazionale dei portavalori – in agitazione per chiedere il rinnovo del contratto fermo da 3 anni e mezzo, coinvolti 10mila lavoratori del comparto – potrebbe lasciare a secco i distributori di cash di mezzo Paese. «Il prelievo dei contanti potrebbe non essere disponibile, ma le banche si stanno organizzando per avere tutte le disponibilità» ha spiegato a Repubblica il vicedirettore generale dell’Abi Gianfranco Torriero. Non solo, sempre il dirigente dell’Abi spiega come sono state autorizzate le banche ad utilizzare le banconote a disposizione, anche se «gli utenti possono comunque organizzarsi per tempo». Finora Poste Italiane non ha diramato alcun tipo di allerta per il pagamento pensioni di agosto, ma da domani mattina dovrebbero esserci cartelli informativi presso gli sportelli: «L’ approvvigionamento del contante potrebbe non essere regolare. Ci scusiamo per i disguidi». Era già successo lo scorso febbraio una situazione simile ma i disservizi furono minimi e gli utenti si organizzarono per tempo senza particolare problematiche: la speranza è che anche per questo agosto si ripete tale precedente, «Abbiamo provato a scongiurare lo sciopero sin da giugno, ma la trattativa non si è sbloccata», racconta Sandro Pagaria, responsabile nazionale della Filcams Cgil, dopo che è da 43 mesi che il contratto risulta di fatto scaduto.

Poste Italiane incontra i sindaci dei piccoli comuni bergamaschi

 
Incontro proficuo tra Poste Italiane e i Sindaci dei piccoli comuni della Provincia di Bergamo. L’iniziativa svoltasi nella mattinata di giovedì 25 luglio presso l’Ufficio Territoriale Regionale di Bergamo è stata promossa in collaborazione con l’Assessorato agli Enti locali, montagna e piccoli comuni della Regione Lombardia guidato dall’Assessore Massimo Sertori.
L’appuntamento è il secondo di un ciclo di incontri che interesserà tutte le province lombarde, il cui intento principale è quello di coinvolgere e informare le amministrazioni locali delle attività e dei progetti aziendali rivolti principalmente ai piccoli comuni, con particolare riferimento ai servizi di tesoreria.
É stato illustrato il servizio di tesoreria offerto da Poste a seguito dell’accordo siglato il 31 maggio 2018 con la Cassa Depositi e Prestiti, per il quale i rappresentanti dei comuni presenti all’incontro hanno mostrato un notevole interesse partecipando attivamente con domande mirate ed interagendo con i referenti locali.
Un incontro utile e partecipato – commenta l’Assessore Massimo Sertori – in cui è stata presentata la proposta di servizio di tesoreria che viene  messo a disposizione per la prima volta nei piccoli comuni e per far conoscere la nuova rete di relazioni istituzionali territoriali dedicata alle esigenze dei Comuni“.
L’opportunità – continua – è stata accolta positivamente dai sindaci, che si sono mostrati interessati ai nuovi servizi, apprezzando in particolar modo la possibilità di interagire direttamente con una nuova rete di interlocutori territoriali messa loro a disposizione dall’Azienda”.
Durante l’incontro – spiega Sertori – sono stati ricordati gli impegni assunti da Poste Italiane nel convegno nazionale del 26 novembre 2018 a Roma, tra i quali la non chiusura degli uffici postali, l’istituzione di un ufficio dedicato alle esigenze dei comuni, l’installazione di nuovi ATM per agevolare i servizi sul territorio, il WI-FI gratuito negli uffici postali di tutti i piccoli comuni, l’abbattimento delle barriere architettoniche e il rafforzamento del servizio nei comuni turistici. Si tratta di una prima iniziativa che nasce da una interlocuzione continua tra Regione Lombardia e Poste Italiane, per migliorare i servizi a disposizione dei cittadini lombardi.” conclude Sertori.
Per Poste Italiane erano presenti i Direttori delle due Filiali di Bergamo 1, Giorgio Di Giorgio e Bergamo 2, Maria Teresa Lilliu, oltre a Federico Sichel, Responsabile delle Relazioni istituzionali della Macroarea Nordovest.
L’attenzione che Poste Italiane riserva ai piccoli Comuni è una conferma del valore che Poste Italiane attribuisce alla presenza capillare di Poste Italiane sul territorio, con l’obiettivo di renderla ancora più efficace grazie alla collaborazione con le istituzioni e gli amministratori locali” ha dichiarato Di Giorgio.
Lilliu ha ricordato “l’impegno di Poste Italiane, che sta realizzando nei piccoli Comuni interventi tangibili che incideranno positivamente sui servizi al cittadino, con iniziative pensate per i territori, puntando su una efficienza crescente dei nostri Uffici Postali e dei nostri spazi digitali”. 

venerdì 12 luglio 2019

Rapinatore solitario mette a segno un colpo alle poste

 
TRAPANI - Insolita rapina nel primo pomeriggio di oggi presso la filiale delle Poste Italiane di corso Piersanti Mattarella a Trapani, proprio di fronte la Caserma Giannettino.

Intorno alle 14.30 di oggi, secondo quanto è dato sapere, il rapinatore, dell’apparente età di circa 40 anni, fingendosi un cliente è entrato all’interno della filiale. Non si sa come, l’uomo è riuscendo ad impadronirsi di una considerevole somma di denaro. Subito dopo si è allontanato a piedi, facendo perdere le proprie tracce. Forse ad attenderlo ni pressi degli uffici postali vi era un complice alla guida di un mezzo

Secondo quanto riferito dai presenti, il rapinatore solitario, ha agito a volto scoperto e senza bandire alcuna arma. Aveva la carnagione scura ed indossava un paio di jeans scuri e una t-shirt bianca.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno ascoltato gli impiegati e stanno acquisendo le immagini dell’impianto di video sorveglianza per giungere all’identificazione del rapinatore.

Le misure antirapina messe subito in atto in Città, dalle forze dell’ordine, non hanno dato alcun risultato. Si presume che ad agire possa essere stato un rapinatore professionista in trasferta. Le immagini acquisite saranno immesse sul data base nazionale nel tentativo di poter giungere presto ad una identificazione.

Regione, Nadia Rossi, PD: “Poste Italiane dovrebbe assumersi la responsabilità dei lavoratori di Nuova Idea”

 
Interrogazione in Regione, presentata dal consigliere Nadia Rossi, del Partito democratico, per i lavoratori di Nuova Idea, la ditta che ha in appalto le pulizie degli uffici postali di Rimini, Forlì, Cesena e Ferrara:
Poste Italiane dovrebbe assumersi la responsabilità dei lavoratori di Nuova Idea srl, ditta che ha in appalto le pulizie negli uffici postali delle province di Rimini, Forlì, Cesena e Ferrara. Per quanto di mia competenza, ho presentato in Regione un’interrogazione per approfondire la questione e cercare di dare un impulso alla soluzione del grave problema che riguarda i circa 80 dipendenti dell’azienda” annuncia la consigliera regionale Pd Nadia Rossi. 
Rossi richiama gli antefatti: “Dallo scorso aprile dipendenti di Nuova Idea sono in stato di agitazione poiché non ricevono, o ricevono in maniera incompleta e con consistente ritardo, lo stipendio dovuto. Il 26 giugno sono arrivati a scioperare per richiamare la massima attenzione sulle drammatiche conseguenze della vicenda sull’economia famigliare. Poste italiane non pare volersi assumere alcuna responsabilità nei confronti dei diritti minimi da garantire ai lavoratori ad essa legati da un contratto d’appalto, per i quali – dunque – sarebbe eventualmente chiamata a rispondere in solido. Con il documento depositato mi auguro che si possa chiarire meglio e rapidamente la questione”.