lunedì 13 gennaio 2014

Poste Italiane 2014: Aumento lettere, raccomandate, francobolli

Continua a essere nel mirino Poste Italiane. La polemica più recente riguarda il piano di privatizzazione. Il governo punta a fare cassa vendendo una quota della società. L'intenzione, di cui si è ragionato in un recente incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi, e il viceministro dello Sviluppo Economico con delega alle telecomunicazioni, Antonio Catricalà, è di replicare da queste parti le esperienze tedesche, olandesi e inglesi con le loro offerte pubbliche di vendite. A quanto pare i giochi sono pressoché fatti e il via dovrebbe essere dato già a luglio.
In buona sostanza, circa il 40% delle azioni saranno collocate sul mercato tramite IPO (Initial Public Offering ovvero Offerta pubblica iniziale) e il resto sarà riservato a investitori istituzionali. Al centro dei ragionamenti c'è anche il tema della definizione del quadro regolatorio della convenzione tra Cassa Depositi Prestiti e Poste e dei crediti verso lo Stato di quest'ultima società. Questi movimenti non dovrebbero coinvolgere le controllate come BancoPosta. Sulla questione è appena iniziata una battaglia politica e di visioni del percorso da seguire.
In questo contesto, come specificato dall'Agcom, si prevedono aumenti dei costi del servizio: "Poste Italiane ha facoltà di incrementare il prezzo delle posta prioritaria relativa alla prima fascia di peso (0-20 grammi), fino a 0.95 euro/invio, entro il 2016" e "della posta raccomandata relativa alla prima fascia di peso (0-20 grammi), fino a 5,40 euro/invio", sempre entro i prossimi due anni. In settimana, infine, ha fatto discutere l'inchiesta del Fatto Quotidiano sull'efficienza del servizio (piuttosto costoso) di spedizione delle lettere.

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