Brescia - Va bene che la posta cartacea è sempre meno usata, sostituita sempre di più dalla mail, anche per documenti importanti. E va bene che una quota di smarrimenti può rientrare nella normalità, ma il dato diffuso dalla Slp Cisl riguardo alla perdita giornaliera di raccomandate è veramente impressionante. Secondo il sindacato sarebbero tra le 50 e le 60 le lettere raccomandate o assicurate smarrite ogni giorno a Brescia e provincia. Circa il 5 % de totale.
Più di una le cause dietro il difetto del servizio, anche se l’origine primaria, secondo lo stesso sindacato, sta nel carico sempre più pesante di lavoro e nelle inversamente proporzionale scarsità di personale. «Il problema è legato alla carenza di personale – spiega Giovanni Punzi – alla ripartizione e al recapito. L’accordo firmato l’anno scorso sulla riduzione di 80 portalettere, ha assunto negli ultimi mesi un valore diverso. Gli accordi recenti con Equitalia e Amazon hanno riportato le quantità di lavoro a livelli elevati, e così il personale si trova caricato di lavoro supplementare ogni giorno, e la qualità ne risente. Gli straordinari sono ormai la normalità. In più da noi ad aggravare le cose ci si mette il fatto che mancano i“ messinotificatori” (portalettere con patentino) per la consegna delle cartelle di Equitalia». Così capita che le buste raccomandate si perdano per strada oppure entrino per sbaglio a far parte dei pacchi di posta ordinaria, senza più essere rintracciabile.
Una carenza di personale stimata dal sindacato per tutta la provincia intorno alle 70 unità. «Un rafforzamento della linea sarebbe molto positivo anche per il personale in esubero al Cmp di via Dalmazia», gli fa eco il segretario del Failp Cisal Nino D’Angelo.
Eppure dai vertici di Poste Italiane si continuano a lamentare esuberi. In tal senso l’AgCom sta valutando la proposta dell’azienda di ridurre i servizi postali nei piccoli centri. Per il momento la richiesta pare essere stata rimandata al mittente, perché l’Autorità avrebbe ritenuto forte l’impatto sulle comunità più periferiche. Anche perché nei centri più sperduti i servizi tecnologici come internet funzionano peggio e il postino ha ancora una sua funzione, anche sociale.
Più di una le cause dietro il difetto del servizio, anche se l’origine primaria, secondo lo stesso sindacato, sta nel carico sempre più pesante di lavoro e nelle inversamente proporzionale scarsità di personale. «Il problema è legato alla carenza di personale – spiega Giovanni Punzi – alla ripartizione e al recapito. L’accordo firmato l’anno scorso sulla riduzione di 80 portalettere, ha assunto negli ultimi mesi un valore diverso. Gli accordi recenti con Equitalia e Amazon hanno riportato le quantità di lavoro a livelli elevati, e così il personale si trova caricato di lavoro supplementare ogni giorno, e la qualità ne risente. Gli straordinari sono ormai la normalità. In più da noi ad aggravare le cose ci si mette il fatto che mancano i“ messinotificatori” (portalettere con patentino) per la consegna delle cartelle di Equitalia». Così capita che le buste raccomandate si perdano per strada oppure entrino per sbaglio a far parte dei pacchi di posta ordinaria, senza più essere rintracciabile.
Una carenza di personale stimata dal sindacato per tutta la provincia intorno alle 70 unità. «Un rafforzamento della linea sarebbe molto positivo anche per il personale in esubero al Cmp di via Dalmazia», gli fa eco il segretario del Failp Cisal Nino D’Angelo.
Eppure dai vertici di Poste Italiane si continuano a lamentare esuberi. In tal senso l’AgCom sta valutando la proposta dell’azienda di ridurre i servizi postali nei piccoli centri. Per il momento la richiesta pare essere stata rimandata al mittente, perché l’Autorità avrebbe ritenuto forte l’impatto sulle comunità più periferiche. Anche perché nei centri più sperduti i servizi tecnologici come internet funzionano peggio e il postino ha ancora una sua funzione, anche sociale.
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