La metodologia seguita, discutibile se non decisamente curiosa, ha messo in evidenza tutte le azioni e le eventuali iniziative che Poste Italiane, a prescindere dai contenuti dell'accordo in questione, avrebbe intenzione di mettere in campo nel prossimo futuro.
Noi avremmo preferito, a proposito di verifica, che - responsabilmente -venissero evidenziate tutte le contraddizioni oggettive che caratterizzano il settore e che determinano condizioni di indubbia inefficacia, ipotizzando opportune modifiche rispetto a ciò che non funziona, per puntare alla crescita possibile.
Tuttavia le ipotesi di lavoro formulate sono condivisibili, in quanto orientate sostanzialmente all'innovazione sia produttiva che organizzativa.
Si può infatti intercettare lo sviluppo solo se si coniuga al meglio la logica stringente dell'efficienza con quella – altrettanto stringente - dell'innovazione stessa.
L'obiettivo aziendale ruota intorno all’individuazione di una flessibile organizzazione del lavoro capace di rispondere immediatamente ed adeguatamente alle sollecitazioni del mercato e della clientela.
Se a tutto questo si aggiunge che Poste Italiane dovrà necessariamente ricalibrare i suoi modelli organizzativi su specifiche attività riconducibili al cosiddetto lavoro a commessa (Equitalia e Amazon sono i casi più eclatanti), ecco che finalmente l'azienda, con 9 mesi di colpevole ritardo, non solo non fa più orecchie da mercante alle proposte della nostra Organizzazione, ma sostanzialmente le assume e le fa proprie.
E tutto questo cambia completamente lo scenario.
Non più contenuti asfittici privi di qualsiasi ambizione di innovazione e sviluppo, ma voglia di novità funzionali ai nuovi bisogni ed alle nuove domande di servizio.
L'accordo commerciale con Amazon ha rappresentato evidentemente l'innesco di un nuovo approccio culturale che dovrà ispirare giocoforza, nel prossimo futuro, tutte le iniziative aziendali.
Una cosa è certa: rispettare i vincoli dell'intesa suddetta sarà complicato.
Mantenerla in piedi lo sarà ancora di più se non ci attrezzeremo per modificare l’esistente.
E' una scommessa difficile che deve essere vinta.
Bisogna puntare a rendere più efficaci gli attuali modelli organizzativi ancorandoli al requisito fondamentale della qualità del servizio erogato.
Su questo terreno la UILposte ha offerto la propria disponibilità a ricercare soluzioni condivise.
Verificheremo poi se dalle buone intenzioni si passerà concretamente ai fatti, rivisitando opportunamente il testo contenente l'impianto complessivo di razionalizzazione.
Per questa ragione - in tempi brevissimi - verranno calendarizzati incontri tesi a tale scopo.
L'impegno che ci attende è molto serio e molto arduo.
E vogliamo assolverlo nell'interesse esclusivo dei lavoratori di Poste Italiane forti di un tavolo negoziale che ritorna ad essere unitario.
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